Oggi 29 febbraio a Verona alla Libreria Gheduzzi/Giubbe Rosse in corso S. Anastasia 7 - dalle 18,00 alle 19,30 - sarà presentato il libro
L’uomo che fuggiva nell’oceano
di Mattia Nazareno Sartori.
Io il libro l’ho letto. Con stupore.
Oltre alla palese esperienza e al grande amore per la vela di Sartori, oltre alla trama avventurosa, oltre al finale che più che essere a sorpresa è quasi un pugno allo stomaco, c’è una capacità di far calare il lettore “dentro” il protagonista, di accompagnarlo dentro e fuori dagli occhi di quest’uomo, dal suo cuore, la sua testa e la sua pancia che ti dimentichi che stai leggendo.
Stai vivendo.
E ti dimentichi anche che lo scrittore è un ingegnere.
Che scrive appassionatamente di sentimenti.
Da un ingegnere ti aspetteresti un trattato sul calcolo del cemento armato o, se lo ritieni fantasioso, sulla sicurezza in cantiere.
Sartori invece scava nei sentimenti del protagonista, fino a farlo sanguinare, o forse finché anche lui stesso sanguina. Perché è inevitabile: in un romanzo con un unico protagonista, il legame con l’autore è stretto.
Il libro, che ha vinto nel 2009 il Concorso Nazionale Adamentes di Caravaggio Editore, sarà presentato dall’autore affiancato da Vera Meneguzzo.
L’autore si chiama Sartori, come me. E non è un caso. E’ mio nipote ![]()