Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset
Sembrava che il tempo dell’informazione fatta dai non ben identificati “esperti” degli anni ’60 fosse morta e sepolta.
E invece no.
Molti di voi non più giovanissimi si ricorderanno quando sui tg, anzi “sul” tg, venivano scaraventati - senza minimamente citarne nome, cognome o ruolo – sedicenti “esperti che pontificavano su tutto e sul contrario di tutto. E l’Italia di allora fideista “per bande” credeva ciecamente a questa o a quella campana, a seconda delle convenienze politiche, morali o sociali. Il tutto regolato a “manuale Cencelli“.
Poi arrivò Internet e tutto ciò sembrò svanire, dissolversi in quella benefica acquaregia che avrebbe dovuto disciere ogni cosa nella “civiltà dell’informazione”. Informazione finalmente completa, rapida, puntuale, dettagliata e, soprattutto, documentata. Sembrava finito il tempo in cui ognuno avrebbe dovuto confidare nel “dio giornalista” per conoscere le cose.
Finalmente ognuno, si diceva, avrebbe “fatto notizia”, sarebbe nato il tempo dell’informazione condivisa e interattiva.
Ma invece no. Eccone un banale esempio.
Oggi 25 Marzo 2012 scoppia sulla Rete la notizia che riportimo paro-paro da www.repubblica.it di oggi:
Mediaset.com, dominio non rinnovato
Cologno perde il ricorso con il titolare
Un residente del Delaware ha acquistato ad un’asta il nome, che l’azienda italiana non ha provveduto ad assicurarsi dopo la scadenza. La Wipo respinge le istanze: “Non c’è stata malafede
ROMA - Il dominio Mediaset.com non è più dell’azienda di Cologno Monzese. Il nuovo titolare si chiama Didier Madiba, vive nel Delaware e lo ha regolarmente acquistato in un’asta, dove il dominio è finito dopo il mancato rinnovo in tempo utile da parte dell’azienda della famiglia Berlusconi.
Al momento il dominio è inattivo, ma a nulla sono valsi i ricorsi di Cologno. L’azienda ha chiesto alla Wipo (la World Intellectual Property Organization) la riassegnazione del nome, con la motivazione della ragione sociale e imputando a Madiba di averlo registrato in malafede. Ma secondo Madiba la malafede non è una motivazione, in quanto Mediaset.com è stato acquistato in una regolare asta, non sottratto al primo momento utile.
La Wipo ha respinto le istanze di Mediaset, attribuendo all’azienda una mancanza di elementi utili a dimostrare l’effettiva malafede del nuovo registrante. E per ora, il cittadino americano rimane il titolare del dominio, che nelle sue intenzioni doveva essere usato per un sito di e-commerce, per vendere dispositivi elettronici definiti specificamente “media set”. Sempre secondo Madiba, a questo si aggiunge che la parola “Mediaset” è composta da vocaboli molto comuni su cui, dice, l’azienda non può accampare diritti di prelazione.
Questo l’articolo di uno dei più importanti organi di informazione italiani. Non dissimile la notizia si www.corriere.it, www.ilfattoquotidiano.it e su altri. Per non parlare delle centinaia di blog e forum Social che più o meno dettagliatamente riportano la notizia.
Migliaia i commenti: divertiti, adirati, indignati, spernacchianti, direbbe un mio amico napoletano… peccato manchi in tutti quelli che ho letto una categoria: “curiosi”.
Nessuno che si chieda – magari con l’aiuto di Google Translate se è una capra come me in inglese – chi è o cosa ha detto Wipo, nessuno che si chieda chi è Didier Madiba nessuno che si chieda nulla di nulla. Fatto e Mangiato. E qualcos’altro, direbbe un mio amico, veneto questa volta.
Insomma siamo moderni, interattivi, informati, evoluti. Ma rimaniamo sempre e comunque figli dell’italietta degli anni ’50 e ’60.
PS/al SEO, o comunque al responsabile della registrazione dei suoi domini, spero che in Mediaset faranno un c**o così. Come a quello del Corriere della Sera provate a guardare che succede a digitare www.corriere.com.