In un momento nel quale sembra che tutto quello che si può apprendere di nuovo nel mondo dell’editoria e della comunicazione scritta debba obbligatoriamente riguardare la realtà virtuale, la rete, gli schermi sensibili, e i telefonini grandi come lavagne, una Scuola del Progetto, delle Tecniche e degli Strumenti Editoriali ti sembra una balena bianca arenata su una spiaggia in 3D.
E leggi il programma: dalla storia della scrittura e i principi di calligrafia si passa, progressivamente ad analizzare le tecniche di desktop publishing, le tecniche di stampa, la normativa sui diritti d’autore.
E pensi: c’è qualcosa di nuovo nell’aria. Anzi di antico.
In grafica e impaginazione, ormai si “fanno” le cose con il computer, ma in realtà si “fanno fare” le cose al computer, senza sapere il perché, dando dei comandi con l’intuizione del cane di Pavlov: se suona la campanella io reagisco così. Perché?Boh. Perché si.
Ecco invece un corso che conduce per mano gli allievi nello scoprire cosa c’è dietro e prima di un prodotto editoriale, un’esperienza che li forma, li prepara e li appassiona in modo funzionale ad uno sbocco professionale.
Fatto di carta o di pixel.
Ho avuto notizia di questa bella iniziativa, che partirà in settembre 2012 a Verona e che prevede 200 ore di corso.
E’ un’iziativa dell’Associazione culturale Internazionale (internazionaledelleditoria.wordpress.com) e le lezioni saranno tenute presso il Liceo Artistico “UmbertoBoccioni” – Istituto d’Arte “Napoleone Nani”.
Per info: 045 6838278 dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13.
E comunque sotto ho postato il pdf del programma del corso.

bella segnalazione, grazie! ci andrei volentieri, ma chi le ha 200 ore? è roba per i giovani (:o)
Marco, ma i “giovani” capiscono la poesia dell’argomento? Non perché sono aridi, tutt’altro ma perché, da nativi digitali forse non percepiscono il fascino di ritrovare il DNA della parola scritta. (Spero con questo commento di stimolare il commento di un “giovane”….)
Per giovani cosa si intende?
Giusta l’osservazione di Pietro. Chi sono i giovani? Solo quelli definiti tali dai politici benpensanti che si nascondono dietro una definizione, o tutti coloro che vogliono farcela?
Bellissimo corso, complimenti a chi l’ha ideato.
Peccato solo per l’orario, la maggior parte dei lavoratori ne è tagliato fuori. Fosse stato di sabato avrei valutato l’iscrizione.