Ho sempre provato un forte fastidio per siti, blog od altri supporti digitali o cartacei dove aziende e professionisti si raccontano quando, questi strumenti, sono la rappresentazione contenutistica del nulla.
Maschera di Gioppino – Foto di Luigi Chiesa
Quando ti raccontano con dotte parole – trovate magari in qualche libro altrui – come sono bravi, come sono coerenti con il mondo della loro professione o con il loro mercato… ma poi? Clienti 0 (zero), referenze 0 (zero), esperienze 0 (zero). E allora? E allora, mancando un confronto reale con il mondo, ti illustrano attraverso dotte case history (che magari poi scopri sono di puro esercizio accademico) come funziona e come funzionerà il mondo.
Mi hanno sempre recato forte iquietudine, quasi come certi vecchi e splendidi film di Alberto Sordi, guardando i quali non ho mai saputo reprimere una grande vergogna per il protagonista della storia. Ma qui la storia è vera, non è un film.
Orbene da questi banali “proviamoci, tanto gli scemi son scemi” siamo passati alla Farsa 2.0 (o magari 3,0, come dice Kotler). Mi sono imbattuto, come molti, in una diafana figuretta – diafana non fisicamente, intendiamoci bene – che ha improvvisamente invaso schermi televisivi (RAI1, RAI2, RAI3, RETE4) le testae cartacee (Panorama, Wired) e e inzeppato di notizie premasticate Blog, aggregatori e Youtube. Si chiama Jacopo Mele ed è un ragazzetto che viene presentato come nativo digitale (come se i suoi coetanei non lo fossero), come genio del computer (facendo, chissà se volutamente, una grande confusione tra Informatica e Telematica, tanto lo spettatore è scemo) e che, sostanzialmente viene shackerato ad argomenti e personaggi eterogenei. Fantastica la trasmissione su UnoMattina dove, fatta una veloce presentazione del nostro eroe con facezie vomitevoli da parte del conduttore, si alternano successivamente Antonio Mastrapasqua (presidente INPS) e Carlo Mochi Sismondi (presidente Forum PA) che spiattellano senza un evidente nesso e continuum col contesto, preconfezionate lezioncine sotto il segno dell’ordinateur…tanto la Siura Maria che vuoi che capisca mai?
Ma sono così tante le Siura Maria ed i Signur Marietto? Pare di si.
Se mi sbaglio, aiutatemi. Ho fatto varie ricerche utilizzando le più comuni tag che si usano per criticare una persona (chge nella fattispecie ha avuto un’esposizione mediatica che avrebbe dovuto gerare commenti quantomeno contrastanti) , congiungendole al nome del Reo… nulla! Solo vistose, come si suol dire, marchette giotnalistiche (che non sono poi come crede la Siura Maria, una rarità).
Questo ragazzin, che potrebbe essere forse anche mio nipote un po di pena me la fa. Ma poi no, niente pena, ha 18 anni, si rifarà. Basta che non lo convincano che è il nuovo Steve Jobs. Non lo sarà mai. Steve era fatto di tutt’altra pasta e manipolava lui gli altri.
PS/ Mi sono anche fatto del male e sono andato – spinto dal mio socio – a vedere il Blog del Reo. Si conferma il vuoto 0/0 di contenuti. Ma è questa l’Italia che si salverà?!
Tu parli di ragazzini che “pensano e imprendono” facendo una critica alla situazione “antievoluzionista” dell’Italia, della sua cultura e della sua gente.
Hai pienamente ragione, hai proprio dimostrato che siamo dei grandi critici ma ai fatti non abbiamo le competenze per giudicare e quindi diamo pareri di “facili costumi”.
Credo che nel tuo caso avere zero contenuti porterebbe solo vantaggi.
I contenuti possono essere buoni, cattivi, validi, certificati, insomma i contenuti possono avere diverse forme ma hanno tutti (tutti tutti!) l’unica funzione di “Contenere”.
Contengono le idee e le dispongono su una linea immaginaria fatta di parole che viene chiamata “discorso o testo”.
Bene, dalla mia analisi risulta che tu non hai idee ma fin troppi contenuti.
Se l’idea non esiste, è pessima oppure poco coerente con il contesto d’uso il contenuto non è solo ininfluente ma anche dannoso alla vostra immagine.
Se mi censurate è comprensibile =)
A parte che non è nostra abitudine (come probabilmente invece è tua abitudine visto che lo pensi) censurare chi non la pensa come noi, dal tuo commento non è chiaro cosa pensi!
Ne riparlerò molto volentieri con te – perché il confronto mi attizza – dopo che avrai avuto l’umiltà di controllare su un vocabolarietto tascabile il significato della parola “contenuti”, la sua differenza da “contenitore” e il rapporto che esiste fra “contenuto” e “contenitore”. Tu dici testualmente che i contenuti: “…hanno la funzione di contenere”.
O parliamo 2 lingue diverse o qualcuno di noi non conosce bene l’origine delle parole (e quindi l’idea che ne sta dietro).
caro Rocco, come hai potuto vedere, nessuno qui censura nessuno.
Tralascio per gli stessi motivi addotti da Tiziana il tentativo di comprendere quanto dici e mi limito a cercare di intuirlo.
Ciò detto ti chiedo – visto che, se non ho capito male, ti occupi di posizionamento web – come una persona che ha una tale visibilità nei media tradizionali abbia una così scarsa (per non dire nulla) visibilità web con il suo sito/blog? questo per me, visto che per altro questa persona di web si occupa, rimane un mistero.
Magari non è l’Italia che si salverà o magari sì. Sono una neofita del mondo marketing on line (di contenuti miei ce ne sono parecchi dopo anni di content marketing – quelle sì, markette su compenso ma il lavoro è lavoro), studio con perizia per aumentare la mia formazione che, a 31 anni, non si può dire da nativa digitale. Seguo il “reo” come lo chiamate voi, su twitter, mezzo attraverso il quale ha anche risposto a miei dubbi e curiosità. Non so dirvi se la sua sia somma conoscenza oppure no, però in un Paese di vecchi saccenti dove il sapere è più importante del saper fare, sono felice che un “ragazzino” abbia il coraggio di vendersi per quello che è e che ha imparato. Preferisco lui alle centinaia di giovani che dal divano di casa di mammà si lamentano che non c’è lavoro.
Immagino che non sia facile vedere che un giovane con metà della vostra esperienza è invitato in trasmissioni tv a parlare del vostro lavoro, ma almeno gettiamo un pò di luce su dinamiche di comunicazione nuove su cui l’Italia aziendale è ancora molto indietro.
Cara Anna assolutamente d’accordo con te sui “mammoni” stesi sul divano, magari con spritz in mano, a lamentarsi del “non c’è lavoro”
Un po’ meno d’accordo sul resto.
Perchè parli di “markette” riferendoti al tuo lavoro? perchè è remunerato? e allora? Se lo hai fatto bene non lo sono assolutamente. Se invece hai scritto che XYZ è “bello, bravo e buono” acriticamene (come fanno alcuni uffici stampa) non hai fatto del bene al tuo cliente e alla sua Reputazione Aziendale ne alla tua professionalità. In questo caso sono “markette”, in nessun altro.
Ed è quello che io rimprovero al “reo” leggendo il suo sito.
Perchè dici “…Immagino che non sia facile vedere che un giovane con metà della vostra esperienza è invitato in trasmissioni tv a parlare del vostro lavoro…”?
Io non nutro alcuna invidia per quella persona (al massimo potrei essee invidioso per la sua età) e non è che creda che sciorinando frasette ad effetto “parli del mio lavoro”.
Anche coloro che erano nella scuderia di Lele Mora avevano comparsate televisive a gogò. Ma non ne sono mai stato invidioso. Anzi.
E comunque non è questa la modalità con la quale si “getta un po’ di luce” sull’o-line. In questo modo si getta solo un po’ di sabbia negli occhi.
La “luce”, come in mille altri campi si porta attraverso la trasparenza e la chiarezza. Cosa che in quelle trasmissioni, così come su guedado.it non ho trovato. Questo è il senso del mio post.
Vi suggerisco la censura perchè per “muovere parole” fate cattiva pubblicità ad un diretto concorrente. So bene che volutamente hai ignorato la metafora dei “contenuti che contengono l’idea”. Nessuno è perfetto, nessuno è completo. Siamo tutti un divenire e se divieni da quando hai 17 anni hai tempo per crescere e per sbagliare. Anche per chi sminuisce invece di concretizzare un confronto ha da crescere, sicuramente sul piano della “buona” comunicazione d’azienda =)
Il mio primo commento è stato chiaramente provocatorio, vi ho reso un piccolo servizio direi. Detesto la critica se non suggerisce vie di sviluppo o soluzione ai problemi e con tutto ciò su cui la si può fare, farla nei confronti di un giovane italiano che imprende creativamente è detestabile. Mi piace il vostro lasciar pubblico ma forse qui vi lede un po’.
Rocco, continuo a non capire, in assenza di una frase canonica – soggetto, verbo, complemento oggetto – quel che intendi dire. E non son certo alcune simulazioni di emoticon a chiarire i tuoi eventuali concetti.
Ti ringrazio comunque per il “…piccolo servigio…”
rimango in attesa di maggior comprensibilità. Ricorda, comunqu: soggetto, verbo, complemento oggetto. Non è difficile, ce la puoi fare.
Le persone poco aperte al confronto dimostrano da sole il loro valore.
Era chiaro il soggetto se avessi letto i commenti prima di “sminuire”.
La Vs. è una pessima strategia, stranamente non siete caduti nel tranello più evidente.
=) <- è la simulazione di un sorriso perché non può che farmi ridere tanta impreparazione al dibattito.
Premetto, innanzitutto, che non credo di fare “…cattiva pubblicità ad un diretto concorrente…” in quanto è definibile concorrente chi gareggia o compete con te. Non mi pare il caso del Signor Mele che fa una professione diversa dalla mia.
Ciò detto se tu vuoi continuare a vedere “sminuizioni” e perseverare – forse non te ne accorgi – ad essere acriticamente offensivo, fai pure. Io continuo a non capire quanto cerchi di dire. Sarà senz’altro un mio limite.
COPYWRIGHT cos’è ?
P.S. Io ho letto per la prima volta di Jacopo Mele sul vs. blog.
Forse ha ragione lui e (anche) voi siete parte del meccanismo.
.. Bene o male… purchè se ne parli…
Francesco, grazie innanzitutto per la segnalazione del refuso.
Parte del meccanismo? quale? spiegati meglio.