Esiste una traccia, considerata spesso minore, del nostro passato prossimo: quello per intenderci che va dagli inizi del secolo scorso ad oggi ed è rappresentato dal Cinema d’Impresa o, come diremmo oggi per analogia, dagli Spot.
Al di là della sua matrice culturale, agli esordi il Cinema d’Impresa doveva il suo nome al fatto che – oltre ad essere tecnicamente ed organizzativamente realizzato come un qualsiasi Corto cinematografico – era anche fruito, almeno fino al 1957, esclusivamente nelle sale cinematografiche. Anche dopo quella data che segnò la nascita, in Italia, della pubblicità in TV, per almeno un decennio le sale cinematografiche furono un canale significativo.
Poi la televisione divorò tutto. Cosa che oggi sta succedendo – almeno dal punto di vista quantitativo – alla TV stessa con il web.
Superato il periodo dei Caroselli televisivi, nei quali – nonostante una notevole contrazione di tempi rispetto ai predecessori cinematografici - la parte di intrattenimento era ancora prevalente rispetto al messaggio pubblicitario, dagli anni ’80 in poi, il termine nonchè la metrica degli “Spot” prendono il sopravvento. Cambiano quindi linguaggio e ritmo sull’incalzare del Marketing, che inizia in quegli anni a diffondersi anche nella PMI. Si trasformano così i Corti industriali degli albori, che frequentemente erano dei veri e propri documentari di taglio didattico, in pillole concentrate e aggressive di comunicazione confezionate per un’utenza imprenditoriale sempre più vasta.
Così come l’arte figurativa ha visto grandi interpreti prestati alla Pubblicità – basta ricordare Henri de Toulouse-Lautrec, Fortunato Depero, Mario Sironi o Salvator Dalì, per dirne solo alcuni – anche l’arte cinematografica ha visto la più parte dei suoi Director cimentarsi in Corti o in veri e propri Spot pubblicitari. Da Akira Kurosawa a Ermanno Olmi, da Franco Zeffirelli a Federico Fellini, dai Fratelli Taviani a Carlo Verdone, da Tony Scott a Spike Lee, da Gabriele Salvatores a Martin Scorsese quasi nessuno si è sottratto. Oltre ai Registi innumerevoli sono gli Attori famosi che hanno prestato la propria immagine a questo tipo di arte.
Forse proprio perchè Arte Minore, questa produzione conserva intatta e senza necessità di chiavi interpretative complesse, la corrispondenza con il quotidiano dell’epoca in cui sono stati realizzati, nella realtà o nelle aspirazioni di autori e pubblico. Sono quindi, di fatto, dei piccoli ritratti sociologici della società che li ha generati e - in una serie infinita di dettagli linguistici e comportamentali – ne disegnano l’antropologia.
Per chi volesse approfondire, anche piacevolmente, l’argomento rimando al sito dell’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea sorto nell’ambito del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove sono conservati e visibili direttamente via web filmati e animazioni d’epoca. Oppure il bel canale Youtube della Direzione Generale Archivi, dal quale è tratto il video qui sopra.